Cosa trova un condòmino quando cerca il nome del tuo Studio su Google?

di Jessica Collu

Hai mai cercato il nome del tuo Studio su Google?

E no, non per controllare se finalmente sei diventato famoso 😅, solo perché ogni tanto sarebbe interessante vedere cosa trova una persona che ti cerca senza sapere già tutto quello che sai tu del tuo Studio di amministrazione condominiale.

Immagina una scena molto normale: un condòmino sta parlando con un amico, si lamenta del proprio condominio (evento rarissimo, lo so) e a un certo punto riceve il nome di un altro amministratore.

“Prova a chiedere un preventivo allo Studio Taldeitali, io mi trovo bene.”

A questo punto potrebbe chiamare direttamente, certo, ma molto probabilmente farà anche quella cosa piuttosto comune che facciamo tutti quando qualcuno ci consiglia un professionista: lo cercherà su Google.

Ed ecco che il vecchio e amatissimo passaparola, quello che secondo alcuni dovrebbe vivere in un universo parallelo completamente separato dal Web Marketing, è appena finito su Internet.

Brutta bestia, la realtà. 😅

Cosa trova su Google cercando il tuo Studio?

Perché tu sai che hai vent’anni di esperienza, uno Studio organizzato, collaboratori preparati, magari hai investito in tecnologia, formazione, procedure e servizi che ti distinguono; Google, invece, non è tua madre e non parte dal presupposto che tu sia bravissimo. Mostra quello che trova.

Potrebbe mostrare il sito web dello Studio, la scheda Google, le recensioni, Facebook, LinkedIn, fotografie, articoli che hai scritto, portali professionali e magari anche quella pagina aperta dodici anni fa che avevi completamente rimosso dalla memoria (Internet, sia chiaro, ha più memoria di noi e pure una certa propensione a tirare fuori gli scheletri digitali dall’armadio).

E tutto questo contribuisce a qualcosa di molto concreto: la prima impressione che quella persona si farà del tuo Studio di amministrazione condominiale.

Qui vorrei distruggere subito una delle convinzioni che ogni tanto saltano fuori quando parlo di reputazione online: non sto dicendo che un sito brutto significhi essere un cattivo amministratore, ovviamente, così come avere un Instagram meraviglioso non ti conferisce automaticamente il superpotere di gestire un’assemblea con 87 deleghe, tre condòmini che urlano contemporaneamente e quello che “io ho parlato con mio cugino avvocato e mi ha detto che…”.

Purtroppo per quello non abbiamo ancora trovato una tecnologia. Ci stiamo lavorando. 😅

La reputazione online dello Studio nasce anche prima di conoscerti

Sto dicendo una cosa diversa e, secondo me, molto più importante: quando non conosciamo qualcuno utilizziamo le informazioni che abbiamo a disposizione per farcene un’idea.

Lo facciamo continuamente.

Cerchiamo un ristorante e guardiamo fotografie e recensioni, cerchiamo un albergo e controlliamo dove si trova, ci consigliano un professionista e andiamo a vedere chi è. Non serve essere ossessionati dal Web per farlo, ormai è semplicemente uno dei modi con cui raccogliamo informazioni prima di prendere una decisione.

E l’amministratore di condominio non vive in una bolla spazio-temporale immune da questi comportamenti solo perché, per decenni, ha lavorato principalmente attraverso il passaparola.

Anzi, è proprio questo il punto: passaparola e presenza online oggi possono far parte dello stesso percorso.

Qualcuno parla bene di te, una persona cerca il tuo nome e quello che trova può confermare quella prima impressione positiva, arricchirla di informazioni oppure, ahimè, creare una discreta confusione.

Ed è qui che Marketing e Psicologia, come al solito, si incontrano mentre continuiamo a fingere che siano due mondi completamente diversi. 🤓

Prova a cercare il tuo Studio come se non fosse il tuo

Il problema è che guardare la propria presenza online con gli occhi di un estraneo non è facilissimo, perché noi conosciamo già tutta la storia.

Sappiamo che quella fotografia è vecchia, che quel servizio non viene più offerto, che abbiamo cambiato sede, cambiato gli orari, che oggi lo Studio è composto da cinque persone anche se sul sito ne compaiono ancora due, che Facebook non viene aggiornato da mesi perché nel frattempo abbiamo dovuto fare 30 assemblee e non ci abbiamo più pensato.

Noi conosciamo il retroscena.

Chi ci cerca su Google no.

E soprattutto non è tenuto a fare un’indagine investigativa per ricostruirlo.

Per questo, finita la lettura di questo articolo, ti invito a provare davvero a cercare il nome del tuo Studio su Google e guarda quello che compare come se appartenesse a un altro amministratore.

Le informazioni sono ancora corrette? Il sito rappresenta lo Studio di oggi? Le fotografie sono coerenti con l’immagine che vuoi trasmettere? Ci sono recensioni e, soprattutto, qualcuno ha risposto? Compaiono profili abbandonati, vecchi recapiti, informazioni che ormai appartengono all’archeologia della tua attività?

E poi fatti la domanda più antipatica di tutte: se non sapessi chi sono, che idea mi farei di questo Studio?

Se quello che trovi racconta bene chi sei, ottimo. Se invece la prima reazione è “oddio, ma questa roba è ancora online?”, abbiamo appena trovato qualcosa su cui lavorare. 😅

Perché puoi anche decidere di non occuparti della tua presenza online, naturalmente. Nessuno verrà a sequestrarti il registro dei verbali per questo.

Il piccolo problema è che le persone continueranno comunque a costruirsi un’opinione attraverso quello che trovano e, se non sei tu a curare almeno una parte di quel racconto, avrai semplicemente lasciato ad altri il compito di raccontarti.

E tu, cosa trovi cercando il nome del tuo Studio?

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Jessica Collu

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